Altre Chiese e Cappelle di Vasto
 
Cappella interna dell'Ospedale Civile di Vasto - Via De Lellis - Vasto - T. 0873.3081.
Cappella all'interno Ospedale di Vasto

Cappella della Madonna del Soccorso, Via Ciccarone, nel centro
Probabilmente fu un tempietto dei pagani. Nel 1600 sul sito fu costruita la cappella, però alla fine del 1700 fu convertita in sepoltura per ragazzi non battezzati. Nel 1950 il Parroco Don Romeo Rucci di nuovo la riapriva al culto facendovi celebrare la S. Messa nella festa della Madonna del Soccorso, il 21 novembre, come si faceva anticamente.

Cappella della Madonna della Catena, nel centro storico,
sul ciglione, della Loggia Ambling, che domina il riquadro degli orti
sottostanti.

La devozione dei Vastesi per la Madonna della Catena: nel 1989 il restauro dell'opera sacra. Nel 1984, un gruppo di cittadini del Circolo Culturale
"Il Castello" del quartiere di Santa Maria Maggiore di Vasto, prese
l'iniziativa per una sottoscrizione necessaria per il restauro del dipinto custodito nella Cappella, raffigurante il Cristo Deposto, la Madonna, la Maddalena ed un Monaco.
Dell'iniziativa - poi caldeggiata e patrocinata dal Cav. Luigi Basile, l’allora
Vice Segretario del Comune di Vasto quale ringraziamento devoto alla Madonna - venne interessata la Sovrintendenza ai Beni Artistici e Storici dell'Aquila, mentre l'opera di restauro fu affidata al restauratore vastese Michele Massone, già noto per aver collaborato in precedenza al restauro
del quadro cinquecentesco della Madonna della Misericordia (custodito
nella Cattedrale di San Giuseppe a Vasto), opera del pittore albanese
Greco da Valona.
Nel 1989 il quadro ritornò in sede, con una suggestiva cerimonia alla quale hanno partecipato le autorità cittadine ed il popolo, dopo una funzione religiosa in Santa Maria Maggiore, per essere nuovamente esposto alla
fede dei vastesi.
Particolare devozione i vastesi hanno per questa sacra raffigurazione a ricordo del tragico
avvenimento del Calvario: la deposizione dalla Croce di Cristo tra le braccia della Madre Celeste e della Maddalena, a voler simboleggiare l'attesa della resurrezione e la conseguente liberazione dalle catene del dolore, del male terreno.
La fede popolare, duramente scossa da sconvolgenti avvenimenti tragici,
volle che proprio davanti alla porta di Santa Maria, da dove iniziò la frana
del 1816 fino alla Ripa dei Ciechi, nonché a ringraziamento del grave
pericolo corso durante l'epidemia del 1817 e del colera del 1837, venisse eretta una cappella dedicata alla Madonna della Catena, per preservare la
Cappella della Madonna della Catena - Vasto
città e la sua gente dalle sventure.
Catena di Fede e di Speranza per i vastesi, per le madri, le spose, le fidanzate, per rinsaldare un vincolo ed una promessa d'amore e di fiducia, per rafforzare nodi spirituali indissolubili.
I Santuari più noti dedicati alla Madonna della Catena, legati al culto e alla devozione, in Italia sono a Palermo ed a Chieti.
A Palermo, famoso in tutta la Sicilia, la gente ricorre per invocare grazia e salvezza dai pericoli derivanti da calamità e da siccità. La tradizione cultuale è legata ad un fatto miracoloso. Tre condannati a morte, durante il tragitto, furono costretti, insieme alla scorta armata, a trovare rifugio nella chiesetta di Santa Maria del Porto, a causa di una tempesta. Per intercessione della Vergine, invocata durante la notte dai condannati, si ruppero le catene che li legavano e quelle della grata che proteggeva la chiesetta, sicché i prigionieri riuscirono a fuggire. Vennero, però,ripresi, ma dopo il racconto della prodigiosa liberazione, vennero graziati. Da qui l'origine della devozione.
A Chieti, in contrada Piane, nel 1600 circa venne costruita la Chiesa di Santa Maria della Catena.
La leggenda vuole che la Madonna, giunta via mare, si fermasse nel luogo ed il miracolo dell'apparizione venne osservato dai fedeli. La gente contribuì poi anche alla costruzione di un porticato per il ricovero dei pellegrini al santuario. Profonda è la devozione dei Cristiani che invocano grazie e ricevono prodigi dalla Madonna.
 
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 12 novembre 2015

Cappella di Santa Maria di Costantinopoli - 1600, in via Genova Rulli, a lato sud dello stadio Aragona, sulla ex statale 16, nei pressi della chiesa di San Michele.
La Cappella è ricompresa nell’edificio
della pittoresca corte campagnola di Palazzo Aragona (le cui Scuderie sono ora utilizzate come sala mostra del Premio Vasto) ed ha accesso dal cortile.
Storia: Secondo una antica cronaca, un soldato francese, al seguito dell'esercito del generale Lautrec, lasciò in custodia al Mastrogiurato di Vasto, Eleuterio Crisci, una considerevole somma di denaro. Dopo molti anni, non essendo ritornato, si pensò di impiegare quella somma per la costruzione del palazzo munito di torre e mura merlate, due cortili, giardino e Cappella. L'edificio venne ultimato nel 1522 dal vastese Dario D'Antonello che lo trasferì a Maria d'Aragona, marchesa del Vasto, nipote del re di Napoli, sposa di Alfonso D'Avalos, Governatore di Milano.
Nell'edificio aveva dimora Suor Maria Scianone, dell'Ordine Minore, originaria della Dalmazia.
Lo storico Giovan Battista Pachicelli, vissuto nel 1640, riferisce che in tale palazzo avevano dimora alcuni profughi provenienti dalla Schiavonia (Albania). Lo stabile e la Cappella vennero in possesso al nobile Giancarlo Bassano e poi a Cesare Michelangelo D'Avalos che abbellì il complesso, facendolo adornare con opere murarie.
Nel 1704 l'Eremita Fra Francesco Coliazzo che vi dimorava e l'aveva in custodia, lasciò in eredità della Cappella tutti i suoi beni.
Lo storico Luigi Marchesani riferisce (Storia di Vasto pag.274): "Nel 1742 vi erano le marmoree statue della Vergine col Bambino e di San Giovanni, ed aveva rendite". Questo risulta dalle "Relazione dell'Apprezzo della Città Del Vasto, scritta in Napoli il 30 aprile 1742" da Biase de Lellis, Regio Ingegnere.
Verso la fine dell'Ottocento il Palazzo Aragona venne restaurato dal proprietario Duca Giovanni Quarto di Belgioioso, sposo di Ortensia D'Avalos.
Per un lungo periodo la Cappella di Santa Maria di Costantinopoli rimase chiusa e finì in grave stato di degrado.
Nel 2000, il Ministero dei Beni Culturali, tramite la Soprintendenza, avviò un progetto di recupero, restauro e conservazione della chiesa, che tra l’altro conserva un altare di pregevole fattura, seppure realizzato con materiali poveri, ma artisticamente composti.
Al progetto vi parteciparono l'Istituto Statale d'Arte e il Liceo Classico di Vasto, tramite laboratori curati dalle docenti Bianca Campli e Rachele Porrazzo, con il dirigente scolastico prof. Franco Palombo e con il sostegno finanziario della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Trigno.
Gli allievi dei due istituti curarono anche ad una ricerca storico-iconografica sull'immagine della Madonna, la cui effigie si trova anche nelle omonime cappelle delle chiese di Ortona e Tagliacozzo; e realizzarono i plastici della Cappella e dell'altare e di altri elementi decorativi ed architettonici.
Successivamente con un contributo della Regione Abruzzo l’intera cappella venne ristrutturata e il 13 dicembre 2013 il Comune di Vasto l’ha concessa in comodato alla Chiesa ortodossa romena locale per le funzioni religiose destinate ai numerosi immigrati di tale fede residenti a Vasto e dintorni.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 4 luglio 2015

Cappella interna della Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus (ex Istituto "San Francesco d'Assisi" - Via Dalmazia, 116 - Vasto Marina - T. 0873.8001.
Centro di Riabilitazione - Casa di Cura - RSA

Cappella interna della "Casa S. Cuore - Oasi dell'Anziano" - Casa di Riposo
(ex Ist. Padre Valeriano)
- Via Dalmazia, 167 - Vasto Marina - T. 0873.801182. Opera d'arte esistente nella cappella: L'ultima cena dipinto su maiolica (1967) del vastese Ennio Minerva (vivente).

Chiesa del Cimitero, all'interno del cimitero. Trovasi la scultura della Madonna del Purgatorio (1980) del vastese Giuseppe Sabatini (vissuto nel 1900).

Chiesa del Crocifisso o Madonna Dell'Asilo, annessa all'Istituto Figlie della Croce - Via Madonna dell'Asilo, 13, - nel centro - T. 0873.367437.
Costruita nel 1969 su disegno del vastese Luciano Tosone (1921 - 2004)
è una delle più belle chiese moderne, ma che si rifà nello stile a quelle antiche basiliche, specialmente nell'abside dove si erge imponente il catino. L'altare e il seggio presbiterale sono stati ricavati dalla nuda pietra. Il Crocifisso scultura in terra cotta (1969) e la via Crucis (1969) pure in terra cotta sono del vastese Ennio Minerva (vivente).

Chiesa della SS. Trinità, in Via Laccetti, nel centro storico. Costruita nel 1712 da Pietrantonio Ruzzi. Dal 1731 al 1828 circa, vi si riunivano i sacerdoti della Congrega di Santa Maria della purità, addetta alle missioni popolari: nel 1798 ne erano un'ottantina. Nel 1993 durante il rifacimento del tetto e del pavimento è venuto alla luce un muro di epoca romana.
Opere artistiche, recenti, esistenti: La SS. Trinità, 1995 del vastese Gaetano Casanova (vivente) -
Il Cuore Immacolato di Maria, 1995 del vastese Cesarino Cicchini (1920 - 2006).

Maddalena, chiesa, nella omonima contrada. E' stata edificata nel 1700 era in pessime condizioni ma il comune di Vasto nel 1998 ha eseguito i lavori di restauro.
Chiesa della Maddalena - Vasto
Chiesa della Maddalena - Vasto

Madonna Addolorata, chiesa in contrada Pagliarelli. La chiesa è stata costruita nel 1827 dai fratelli Giuseppe e Domenico Suriani. E' stata restaurata nel 1981. Opera d'arte esistente nella chiesa: Dipinto di S. Antonio abate (1950) del vastese Filandro Lattanzio (1908 - 1986).

Madonna Sette Dolori, piccola cappella rurale del 1500 in Via Madonna Sette Dolori, 1, ora nel centro - T. 0873.59264.
Lo storico vastese Viti scrive che la chiesa nel 1644 già esisteva. E' stata restaurata e ampliata nel 1980. Vi si conservano due dipinti della Madonna dei Sette Dolori, uno del 1600, l'altro, Nuova immagine della Madonna dei Sette Dolori, del 1982 ad opera del vastese Filandro Lattanzio (1908-1986).

San Francesco d'Assisi, chiesa - Vasto Marina. Edificata nel 2001 su disegno dell'arch. vastese Antonio Menna (vivente). Opere Esistenti: Tabernacolo in oro ed argento (2007) del vastese Antonio Di Spalatro (vivente).
Chiesa di S. Francesco d'Assisi - Vasto Marina

San Giovanni Bosco, chiesa parrocchiale, Salesiani - Via S.G. da Capestrano, 1, nel centro - Tel.0873.378512.
E' stata costruita nel 1973 su disegno di Furio Fasolo; nel 1983 è stata aggiunta l'abside in marmo che rappresenta la creazione del mondo e
l'altare in cristallo, nel 1984 Via Crucis in plexiglass, nel 1988 il dipinto
Chiesa Parrocch. S. Giovanni Bosco  - Vasto
Don Bosco e il suo sogno sui giovani, Tabernacolo e il Crocifisso in plexiglass, nel 1993 statua in bronzo di San Giovanni Bosco con i giovani: opere tutte del vastese Carlo Alberto Di Stefano (vivente).