Chiese di Vasto: Madonna delle Grazie (la Madonne de li Grazie)
 
Madonna delle Grazie, chiesa, nel centro.
Si ha notizia della costruzione della Chiesa di Santa Maria delle Grazie nel 1536 (da una iscrizione posta sull'arcale dell'edificio, così riportata: Ano Dni M.° D.° XXXVI (1536) - Fo facta questa veneraye  cappeya Scta Maria de la Gra dele elemosine: che ce a facto li boni Cristiani nel tēpo dela procuratione de Millio de Sctis et Mascio Capono.
Si presume che la costruzione della chiesetta dedicata alla Madonna delle Grazie fu voluta per sciogliere il voto che i cittadini di Vasto fecero dopo la peste del 1529 che devastò tutta l'Italia centro meridionale e che risparmiò la città di Vasto.
In seguito, alla chiesetta venne annesso un orto e una cella per l'Eremita.
La chiesa venne incendiata durante lo sbarco dei pirati turchi il 1° agosto1566 e venne fatta
restaurare, nel 1568, da Ferrante Di Vito. 
Con atto del 29 gennaio 1636, rogato dal notaio Nicola Fantini, l'Università del Vasto, che aveva l'incarico di provvedere a farvi celebrare la Messa quotidiana, affidò la Cappellata di Santa Maria delle Grazie a Iacovo Di Bernardo.
E' dato sapere anche, dalla relazione scritta dal regio ingegnere Biase De Lellis sull'apprezzo della Città del Vasto del 30 aprile 1742, che il giardino dell'Eremita venne cinto da muro di protezione e la Cappella munita di una propria rendita.
Nella descrizione che ne fa Luigi Marchesani nella sua "Storia di Vasto"(1838), si apprende

Chiesa della Madonna delle Grazie del pittore vastese
Michele Provicoli (1913 - 2004)
che la Chiesa era costituita da una stanza a piano terra; da un locale al piano superiore destinato all'alloggio dell'Eremita e dalla chiesetta vera e propria in una sola navata, costruita in varie epoche. 
La parte più antica è quella dove è stato posto l'altare con il quadro della Visitazione, adornato da molti ex voto; poi il Coro; una delimitazione (allora in legno) per distinguere la navata centrale dalla Sagrestia che è la parte più vecchia e, forse, costituiva la primitiva cappella dedicata alla Vergine delle Grazie.

Lo stile della chiesa è rinascimentale. Vi è conservata una statua in legno di  S. Bonaventura del 1500, proveniente dalla chiesa di S. Antonio.
Nella sagrestia della chiesa si trova il dipinto fine 1700 "La Sacra Famiglia" del vastese Nicola Tiberi (1745 -1805).
Nel 1970, don Stellerino, parroco di S. Antonio, ha ristrutturato il soffitto, ha ritinteggiato in oro tutte le pareti e la volta e ha messo un pavimento nuovo in marmo.
Ogni anno la prima domenica di luglio viene festeggiata la Madonna.