Pe' Spèrne... (per asparagi) in marzo/aprile
 
Cand' arrèive Mârze e Abbrèle, a la fine de la mmèrne,
pe
' li frâ
tte e li nnicchiäre s'accumènz' a jjì pe' spèrne ...
 
Abbigliamento consono, resistente all'azione dei cespugli spinosi, occhio vigile e allenato, armati di canna o bastone per rovistare intorno alla pianta degli asparagi selvatici (pe' sbusciché 'mmèzz' a li rôcchie), ci si avvia nella zona prestabilita.
Ognuno frequenta di solito gli stessi posti (ognune te' li pu
šta su') e di cui non parla mani a nessuno.
I cercatori di asparagi si spingono sino a zone lontanissime, ma la maggior parte, si accontenta di luoghi meno distanti. I preferiti sono quelli rivieraschi, da "Mottagrossa" verso sud, lungo la scarpata dell' ex tracciato ferroviario, ma anche i terreni incolti (terre a nnicchi
äre), specialmente gli ex uliveti.
In tarda primavera ideali sono invece i boschetti disseminati nel "Medio Vastese".
Arrivato il caldo, se ci sono piogge, gli asparagi continuano per un po' a germogliare, ma la vegetazione più rigogliosa rende difficile la ricerca e molti si arrendono anche per il rischio di imbattersi (cacche sèrpe o cacche râcheme) in serpenti o ramarri.
Pe' spèrne... è il passatempo che permette di vivere a contatto con la natura, dà la soddisfazione, tornando a casa, di preparare dei gustosissimi piatti a base di asparagi:
la squisita frittata (la frittàte nghi li spèrne);
il sugo di asparagi al pomodoro per condire la pasta;
la carbonara di asparagi;
l'ottimo risotto e tanti altri piatti ancora...
 
M'ariccummuânne... mo' n vvi mittéte tutt' a jjì pe' spèrne...
cà già ci ne štattéme naquèlle
!
 
stralcio da "Lunarie de lu Uašte" - ed. 2014