Rovine di Vasto: Ritrovamenti - Altri
 
Ritrovamenti nella Cattedrale San Giuseppe
Ritrovamenti Recenti - Gli interessanti ritrovamenti riemersi, nelle recenti scoperte avvenute nei sotterranei della Cattedrale di San Giuseppe, pazientemente catalogati dalla mano esperta del restauratore Michele Massone e dei suoi collaboratori, sono stati messi in visione del pubblico, grazie ad una mostra appositamente allestita (28 dicembre 2009 - 10 gennaio 2010).
"Arredi lignei, cornici, libri, manufatti in stucco e ferro battuto, parati, presepi, crocifissi, sculture, oleografie, ex voto, l'abside della primitiva chiesa degli agostiniani del 1200, reliquiari, un interessante documento del 1819 del vescovo di Sulmona e Valva, ma nativo di Vasto, Giuseppe Felice Tiberii, che attesta l’autenticità di alcune reliquie, e tanto materiale ancora".
Non si esclude che nei seminterrati ci sia altro materiale ancora da rinvenire.
L'intento del Parroco è quello di formare un piccolo Museo della Cattedrale aperto al pubblico.
stralcio da articolo apparso su "www.noivastesi.blogspot.com" - 28 dicembre 2009

A Vasto tombe del V secolo a.C.
Rinvenute in località San Lorenzo da Antonio Napoletano
Non capita a tutti di scavare e trovare tesori. Per questo, Antonio Napoletano può ritenersi fortunato. Certo, non l'avrebbe mai immaginato quando presentò al Comune da cittadino probo, il progetto per la demolizione e la ricostruzione della casa dei suoi genitori in via San Lorenzo 93. E invece, appena un mese fa, la scavatrice ha toccato con il suo braccio meccanico duri massi sotto ai quali, l'occhio attento dell'equipe di archeologi della Soprintendenza dell'Abruzzo, ha rinvenuto quattro tombe d'età antica, con relativi corredi funebri.
"Le abbiamo datate all'incirca V-IV secolo A.C. e, ad una prima analisi dei ritrovamenti, si tratta di tombe frentane, con sicurezza due maschili e una femminile.", afferma la dottoressa Odoardi, direttamente coinvolta nello scavo.
Uno dei reperti più affascinanti? Il cinturone in bronzo dello scheletro femminile con relativo corredo funebre; certamente doveva trattarsi di una donna importante. E che dire di un rasoio in ferro di soli duemilacinquecento anni fa? O delle punte di lancia in ferro forse appartenute ad un grande guerriero? Nessuna certezza, solo pezzi di vita di un tempo lontano, eppur così vicino, nel quale le nostre radici affondano, da ricomporre e studiare. Quel che serve è, appunto, grande pazienza ed estrema cura nel lavoro, ma anche finanziamenti, perché l'archeologia è una delle cenerentole fra le scienze, che purtroppo al giorno d'oggi, ma forse un po' da sempre, si fa per passione.
Si è trattata comunque di una scoperta importante dal momento che, come dice la dottoressa Odoardi, sono state rinvenute olle e coppe d'ispirazione daunia e ceramiche locali realizzate con la tecnica a figure nere, dunque testimonianze del vivace stile italico di secoli, come il V e il IV, dove soprattutto nell'Italia Meridionale a fiorire era il gusto greco.
Il ritrovamento, tuttavia, non è stato proprio quel che si dica casuale, dal momento che la zona dello scavo era compresa fra quelle sottoposte alla costante attenzione della Soprintendenza, come dimostra la norma sulla salvaguardia archeologica estesa del Piano Regolatore vigente. A precisarlo il dottor Staffa, coordinatore dei lavori di scavo. Da parte sua, la Soprintendenza ha tutta l'intenzione di continuare ad analizzare e ripulire i reperti, e una volta terminata questa prima fase, di collocarli al Museo Archeologico di Vasto.
stralcio da art., a firma Nausica Strever, apparso su "Il Nuovo - Vasto", mensile, periodico d'info. - n. 8 - agosto 2009

Una "cripta" nella Cattedrale
L'edificio sorge sull'antico convento di S. Agostino
La Cattedrale di San Giuseppe di Vasto cela una "cripta".
Un tema di cui spesso si parla in occasione di opere di manutenzione o di restauro, ma che alcuni storici confermano.
La chiesa di San Giuseppe, ad una navata, è stata rifatta a mattoni alla fine del secolo scorso "meritevole di grande considerazione artistica - scrive l'ing. Filippo Laccetti nelle sue "Memorie d'arte
vastese" (1905),
 Resti della Cripta nella Cattedrale di S. Giuseppe - Vasto
ma non si raccorda con quel che di antico all'esterno il tempio dimostra, essendo le sue linee di spirito più gotico che romanico".
Si fa risalire alla fine del dodicesimo secolo la costruzione della primitiva chiesa che la tradizione vuole attribuire alla munificenza di Rotando Palatino, il quale intitolò l'edificio del culto a Santa Margherita. Nella facciata a capanna venne incastonato il portale la cui costruzione risale al 1293, come si evidenzia nella lapide collocata nella lunetta e incisa in caratteri semigotici e nella quale è riportata la data ed il nome del costruttore: Mastro Ruggero de Fragenis (Fraine). Un nome diffuso a Vasto tanto che nei registri parrocchiali di Santa Maria Maggiore, negli anni 1571 e 1581, si trovano certi Liberata e Giovanni Angelo "de li Fraijnni".
La chiesa aveva una "cripta" "od alcunché di sotterraneo - ricorda l'ing. Filippo Laccetti- che or più non si riscontra; era ambiente ricco di colonnine esilissime e di ornamenti di tal grazia che l'insieme fu paragonato a merletto! Che ne fu di tutto cotesto? Giace ancora di tanta arte quale superstite parte nascosta od inclusa nell'abolito sepolcreto antico o fu distrutta ogni cosa?". Sappiamo che la chiesa venne edificata inglobando il già esistente convento di Sant'Agostino nel '300 "sebbene di esso in sito più non resti alcun che" se non una lapide con la scritta "Questo è lu casale de Santo Agusino".
In alcuni documenti si legge che nei pressi dei "sedili delle colonne di S. Agostino (come interpreta l'ing. Filippo Laccetti) era una certa casa in isola fabbricata intorno intorno sopra archi".
Della magnificenza del convento restano due finestre romaniche, certamente appartenenti al chiostro dell'edificio abbaziale di S. Agostino, riconducibili all'arte cistercense di transizione e paragonabili a quelle dell'Abbazia di Casamari. Tanti cimeli provano la magnificenza e lo splendore architettonico ed artistico di cui era provvisto il convento di S. Agostino. E la cripta? Che esistesse è accertato. Ma dove? Sappiamo che nel giugno 1994, nel corso di lavori di scavo per restauro condotti sotto la direzione della Soprintendenza di Chieti, nella parte nord est sono stati riportati alla luce tracce di pavimenti sovrapposti in mattoni messi in opera a spina o verticalmente, in più strati, il che fa supporre che, nel corso dei secoli, siano state effettuate costruzioni in sovrapposizione e con diverse tecniche.
E presumibile che l'attuale chiesa di San Giuseppe sia stata costruita sui resti del convento di S. Agostino e sul probabile sito ove una volta sorgeva la chiesa di San Salvatore, perché alcuni rinvenimenti precedenti di frammenti di stucchi, fanno supporre che proprio qui sorgesse questa chiesa alto-medioevale che, peraltro, ha rappresentato un elemento di cerniera fra l'antico abitato di San Pietro ed il nuovo abitato medioevale del quartiere di Santa Maria Maggiore.
"Quello che maggiormente è interessante -ha dichiarato l'Ispettore della Soprintendenza di Chieti, dott. Andrea Staffa- è la presenza di due potenti strutture in calcestruzzo in corrispondenza della facciata e un altro all'inizio della navata del muro nord della Chiesa, strutture che proseguono al di sotto del tempio, che potrebbero essere riferite all'edificio preesistente della chiesa stessa". Certamente, il dislivello conforta questa che non è più una ipotesi, dell'esistenza di una "cripta" al di sotto del pavimento della Chiesa Cattedrale colmata in parte a seguito delle sovrastrutture realizzate
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio, n. 7/8 - lu./ago. 2005

Mosaico romano rinvenuto in località Zimarino
Continuano ad affiorare a Vasto i resti dell'antica civiltà romana.
Nel corso dei lavori di scavo in località Zimarino è stato scoperto il mosaico di una Villa romana.
Sui pavimenti definiti in gergo tecnico a "mosaico" e "spiccato", della superficie di mt. 4,00x 3,40, prende forma un fiore a tasselli in bianco e nero.
stralcio da "Vasto domani", mensile, giornale degli abruzzesi nel mondo - n. 11 - dic. 2004