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Vasto:
Meta turistica |
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| Una
passeggiata per Vasto
Vasto ammalia come il
canto delle sirene, presente e passato in ogni angolo della città
si fondono insieme armoniosamente. Chi ama i castelli da piazza Verdi, familiarmente chiamata dai vastesi "Shangai", può risalire per corso Garibaldi, fino a piazza Barbacani e imbattersi in un maniero, il Castello Caldoresco, con fontana accanto e da qui iniziare la passeggiata per il centro storico: non c'è da camminare molto fino a piazza Diomede e poi a piazza Rossetti, dove troneggia la statua del famoso poeta e patriota vastese esiliato in Inghilterra, Gabriele Rossetti, di recente restaurata dal Lions club Vasto host. Obbligatoria una passeggiata per Corso De Parma che termina in piazza Pudente su cui si affaccia il maestoso Palazzo D'Avalos che deve il suo nome alla prestigiosa e potente casata spagnola che per secoli legò il suo nome a Vasto. Oggi è sede del Museo archeologico, della Pinacoteca e della Galleria d'arte contemporanea. Dai suoi splendidi giardini si presenterà agli occhi un panorama che non ha eguali, lo stesso che si può ammirare lungo via Adriatica, dove si trovano il portale della chiesa di San Pietro e le Terme romane che risalgono all'età imperiale con uno splendido mosaico del Nettuno e altre scene marine dalla bellezza mozzafiato. Affacciandosi dalla balconata, senz'altro lo sguardo sarà colpito da una sinuosa figura femminile su uno scoglio: è il Monumento alla Bagnante ma, per ammirarlo più da vicino, è preferibile scendere fino alla Marina e passeggiare sul lungomare. Stufarsi del panorama non è semplice, allora la passeggiata può continuare sulla panoramica Loggia Amblingh, sempre nel cuore del centro storico, ma questo è solo l'inizio... notizie
apparse su "il Nuovo dell'Estate'09", supplemento al
periodico "Il Nuovo" - Vasto - n. 7/2009 |
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| Qualche cenno storico sull'antica Histonium | |
| Le antiche genti italiche,
i romani, la prestigiosa e potente casata dei D'Avalos, i fratelli Palizzi
e la pittura della Scuola napoletana, uno dei padri della DC, il senatore
Giuseppe Spataro, ed il banchiere umanista Raffaele Mattioli. È fatta
di luoghi e di nomi celebri la storia di Vasto, un itinerario virtuale e
reale che si snoda dall'antichità alla storia contemporanea, ricostruibile
attraverso le testimonianze archeologiche e architettoniche disseminate
ovunque in città. Per scoprirle si può iniziare la visita dal Museo archeologico di Palazzo D'Avalos. Erede del Gabinetto archeologico vastese, risalente al 1849, è il più antico esistente in Abruzzo ed è probabilmente anche uno dei più importanti, forse secondo solo al Museo archeologico nazionale di Chieti. Riaperto al pubblico nel 1998 e riallestito con un'esposizione moderna ed accattivante con sussidi didattici, il museo conserva un corpus di oltre 1000 reperti di eccezionale pregio provenienti dalla città e dal territorio che testimoniano la storia della antica Histonium, preesistente alla Vasto attuale, e del suo comprensorio in un arco di oltre tre millenni. Fra i reperti esposti, ci sono i corredi delle numerose tombe scavate nel 1912-1914 nella necropoli lungo il Tratturo, databili fra VI e III secolo a. C., le due lastrine in bronzo con iscrizioni in lingua osca provenienti dal santuario frentano esistente nella vicina Punta Penna, preziosissima testimonianza del più antico linguaggio delle popolazioni che qui abitavano. Di particolare interesse è anche la ricchissima collezione con epigrafi funerarie, grandi epigrafi monumentali che testimoniano importanti opere pubbliche nel centro urbano, il monumentale |
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| sarcofago
a due posti del nobile P. Paquio Sceva e della moglie Flavia ed il famoso
miliare tardo-antico da Punta Penna, relativo al tracciato della strada
romana che percorreva il litorale adriatico. Sono esposti, inoltre, i rinvenimenti anche recenti di materiali d'età romana dal centro storico e dal territorio fra cui la testa di fanciullo d'Età antonina, il cosiddetto Lucio Valerio Pudente fanciullo-poeta, ed il busto di nobildonna di tarda Età traianea realizzato ad imitazione delle mode della corte imperiale di Roma. I materiali del Museo sono di particolare interesse perché rappresentano un complesso di testimonianze omogenee e cronologicamente stratificate sulla storia della città e del territorio in un arco temporale che va dall'Età del Ferro all'Altomedioevo e consentono al visitatore una visita virtuale nei tremila anni di storia dell'abitato. La città racchiude nel centro storico e nel territorio circostante i resti della sua storia plurimillenaria, dal Parco archeologico delle Terme romane di via Adriatica con i mosaici, ai resti murari dell'anfiteatro in piazza Rossetti, alle grandi cisterne nella zona del convento di Santa Chiara e lungo via Laccetti, oltre ad altri resti di monumenti e tratti di muri perfettamente leggibili al di sotto di case di epoca successiva. Una delle piazze più importanti di Vasto, piazza Rossetti, ha conservato nella sua curiosa pianta ellissoidale chiara traccia dell'esistenza del principale monumento antico della città, l'anfiteatro, ancora visibile nel XVII secolo e parzialmente inglobato nelle mura medievali. Dell'edificio, i cui livelli di frequentazione sono attualmente sepolti ad una profondità di oltre 5 metri, rimangono visibili alcuni tratti dell'ellisse inseriti nell'isolato prospiciente il lato orientale della piazza che mantiene orientamento curvilineo; nei sotterranei del vicino Castello Caldoresco sono inoltre accessibili un altro tratto dell'ellisse e l'entrata settentrionale del monumento. L'anfiteatro, realizzato in opera mista costituita da reticolato policromo alternata a filari di laterizio e databile fra la fine del I e la metà del II secolo d. C., rappresenta per dimensioni una delle principali strutture del genere nell'intera Italia centrale. Delle cisterne antiche di Santa Chiara, situate nella parte più alta della città (piazza Santa Chiara), si conservano due tronconi in origine formanti unico complesso. Le imponenti strutture, inglobate nelle fondazioni dell'isolato compreso fra via Cavour, piazza Marconi, piazza Santa Chiara e vico Moschetto e realizzate in laterizio rivestito di intonaco idraulico (opus signinum), consistono in una serie di ambienti rettangolari coperti da volta a botte e parzialmente comunicanti attraverso arcate sostenute da pilastri. Dovevano essere alimentate dall'acquedotto delle Luci di cui erano ancora visibili nel XVII secolo ben sessanta arcate, con un cospicuo rifornimento di acqua che doveva servire anche per le necessità del vicino Anfiteatro. Nei primi anni 70, in seguito alla demolizione degli edifici che si trovavano nell'angolo nord-est della città (est della chiesa di Sant'Antonio), vennero alla luce resti in opera laterizia d'Età romana, attribuibili ad un esteso complesso termale antico, probabilmente realizzato fra la fine del I secolo d. C. ed i primi decenni del II, in posizione periferica rispetto all'area urbana antica. Scavi archeologici e lavori di valorizzazione completati nel 1998 hanno consentito di aprire al pubblico le grandi Terme romane nel cui interno sono visitabili due dei mosaici antichi più importanti ed estesi sinora rinvenuti lungo l'intera costa della media Italia adriatica, con una superficie complessiva di oltre 250 metri quadrati, oltre ad una serie di ambienti di servizio con resti della pavimentazione termale su suspensurae, vasche, cisterne ed una grande sala probabilmente utilizzata come luogo di ritrovo con preziosa pavimentazione in marmi pregiati. servizio
curato da Andrea Staffa, Direttore del Museo archeologico, e Roberta Odoardi,
Responsabile dei servizi educativi, apparso su "il Nuovo dell'Estate'09", supplemento al periodico "Il Nuovo" - Vasto - n. 7/2009 |
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| Vasto,
meta turistica
Antica città
adriatica, Vasto è una delle più importanti realtà
della provincia di Chieti. Dal suo abitato, disteso su un poggio che degrada verso la costa, si può godere di uno splendido panorama verso il golfo sottostante. Esteso su un'area riccamente coltivata sia a seminativo che a vigneti ed uliveti, il territorio vastese fu interessato da insediamenti abitativi già a partire dal IX secolo a.C. . Da sempre città commerciale, anche e soprattutto per la presenza del porto, questa cittadina è importante anche per le sue bellezze artistiche. Tra le testimonianze storiche più significative, emergono i resti dei torrioni e del maestoso castello duecentesco, con torri e baluardi, il trecentesco palazzo marchesale d'Avalos (che oggi ospita il Museo Civico Archeologico e la Pinacoteca), il Palazzo quattrocentesco dei Caldora (con all'interno bellissimi saloni e un camerino con decorazioni tardo cinquecentesche). Le Chiese, che sono state il fulcro della vita cittadina, meritano una visita; la cattedrale di San Giuseppe, le chiese di Santa Maria Maggiore - la più importante chiesa vastese, conserva pregevoli dipinti attribuiti a Paolo Veronese, alla Scuola del Tiziano e a Francesco Solimena - di San Francesco di Paola, Santa Maria del Carmine e San Pietro. Nei dintorni di Vasto si trova lo splendido promontorio roccioso di Punta d'Erce (o Aderci), con lunghi tratti di costa brulla e acque calme e cristalline. In estate si svolgono numerose manifestazioni di carattere folkloristico, culturale e artistico, che si aggiungono alle bellezze naturali, accrescendo l'offerta turistica locale. Sul litorale, Vasto Marina rappresenta un importante centro di villeggiatura. La località è infatti una rinomata e frequentata stazione turistica e di balneazione, attrezzata per offrire servizi integrati e ampie possibilità di svago.
stralcio da Mete D'Elite, periodico - anno
2 - n. 4 - Giugno 2005 - rivista in allegato al
quotidiano
nazionale "Il Giornale", Estate 2005 - La Goffarelli Edizioni - Bologna - Tel. 051.223033 - |
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| Vasto,
città da visitare
L'antica Histonium si
è sempre rivelata agli occhi degli osservatori una città dalle
origini antiche ed autorevoli.Da sempre attiva nel commercio marittimo, rappresentò un punto di riferimento della zona per la ricchezza e potenza accumulata nel tempo. Anche a questa città le invasioni barbariche non hanno risparmiato saccheggi e distruzioni ma al lento declino ben presto subentrò la rinascita. Grazie principalmente all'opera della ricca e potente famiglia spagnola dei D'Avalos, la città, ormai diventata Vasto, tornò a risplendere grazie ai loro numerosi interventi. Tra le diverse testimonianze, resta oggi l'imponente palazzo D'Avalos che, distrutto nel Cinquecento e successivamente ricostruito, ospita attualmente la Pinacoteca e il Museo Archeologico. Il centro storico è ricco di stradine da visitare a piedi, rallegrate da piccoli bar in cui sostare, ristoranti tipici in cui gustare la cucina locale, piccole botteghe di artigianato e souvenir. Dal centro ci si può spostare verso il meraviglioso belvedere che si affaccia sullo splendido "golfo d'oro". La città è inoltre sempre ricca di iniziative culturali di ogni genere, soprattutto in estate, organizzate e ambientate nei tanti luoghi che la città offre. Un esempio degli sfiziosi avvenimenti che la città presenta è dato dagli spari che la notte di agosto illuminano il cielo e il mare del bel litorale, richiamando turisti da ogni parte del circondario. Non mancano numerose chiese da visitare, dalla Cattedrale di San Giuseppe con la sua duecentesca facciata, alla chiesa di Santa Maria Maggiore con la cupola e il campanile trecentesco, a San Lorenzo, alla chiesa del Carmine, ma punto di riferimento della città resta l'imponente castello edificato nel XIII sec. Numerosi sono stati nel tempo i ritrovamenti archeologici che alimentano ancora oggi il Museo Civico che può così vantare una ricca collezione di reperti di grande valore, come il sarcofago a due posti appartenuto a Pacuvio Sceva e a sua moglie Flavia. Oggetto da sempre di vanto della bella Vasto è il suo litorale, il più esteso della regione che richiama numerosi turisti anche grazie alle tante strutture e ai molteplici servizi. La spiaggia alterna a lunghi tratti di sabbia bianca, splendide calette nelle zone di Punta Penna e Punta Aderci o Punta d'Erce. stralcio
dalla pubbl.
"La costa dei Trabocchi",
(la
costa abruzzese da Ortona a San Salvo)
Iniziativa
editoriale della
Prov. di Chieti - Assessorato al Turismo - 2004 - Copyright Abruzzo N.a.i.f. (Natura, arte, immagini e folclore) Lanciano- Ch V. Ferro di - Luca Gamberale Editore-Cavallo, 21 - T./Fax 0872.712652 - www.abruzzonaif.it - e-mail: luca.gamberale@tin.it |
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| Due
passi per Vasto "alta" |
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Il
fascino magico e ammaliatore di una città tutta da scoprire |
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| Taccuino
ideale per i turisti: un bel giro per le vie di Vasto, dalle strade e dalle
piazzette del centro, così civettuole e familiari. Da Piazza Verdi, che qui da sempre chiamano Shangay, singolare omaggio all'internazionalità del luogo, si punta dritto per il centro, su per Corso Garibaldi, dove, con grande sorpresa, si staglia all'improvviso la massiccia mole del Castello Caldoresco. Una tappa obbligata l'antico maniero, raro esempio d'architettura militare con i suoi imponenti bastioni. Da Piazza Barbacani, con la sua deliziosa fontana, |
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| l'occasione
è propizia per godere di una visuale d'assieme della struttura davvero
spettacolosa. Muoversi senza fretta per il centro storico di quella che un tempo chiamavano Histonium è impresa facile e piacevole, di quelle che non si dimenticano. Da piazza Barbacani si punta per Piazza Diomede e da qui su Corso De Parma, dal nome dell'eroe della disfida di Barletta. E'
uno dei tratti più amati dello
"struscio"
vastese,
con i suoi eleganti
negozi della galleria dove una sosta è consigliata o con le sue eleganti
sale da thè.I
turisti che amano la passeggiata serale troveranno interessante una svelta
visita alla Cattedrale di San Giuseppe, con un prezioso dipinto del '500 firmato da Michele Greco da Valona e alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, la più imponente della città, dove si conserva da più di quattro secoli la Sacra Spina, che cinse il capo del Cristo sul Golgota. Altra tappa obbligata del Borgo Antico è lo splendido Palazzo D'Avalos, di recente quasi completamente restaurato. Lo storico edifìcio ospita il museo civico, da poco riaperto al pubblico, il primo ad essere inaugurato nel secolo scorso in Abruzzo. Chi entra nei suoi giardini, da dove si gode di un colpo d'occhio eccezionale sul Golfo, dal Gargano alle isole Tremiti, rimane colpito dalla bellezza del luogo, un posto incantevole che non t'aspetti. E la passeggiata continua, sia che si punti a nord, lungo Via Adriatica, con il magnifico Portale della chiesa di San Pietro e le Terme d'epoca imperiale con un pregevole mosaico del Nettuno, sia che si scelga di risalire verso sud per la Loggia Amblingh, la spettacolare balconata a picco sugli ulivi e sul mare. Fino a Piazza Marconi è tutto un gaio rincorrersi di ristoranti e pizzerie, paninoteche e birrerie, per la gioia di chi vuol far due chiacchiere senza negarsi il gusto di una bella mangiata. Con la Villa comunale, il polmone verde di Vasto città, è poi Piazza Rossetti il cuore pulsante del borgo vecchio, il punto di ritrovo dei vastesi d'ogni età. E qui, al cospetto della statua severa dell'esule poeta, assorto nella sua lettura, che si respira l'immutabile atmosfera vastese. da
Vasto Estate 1998 - art. di Gianni Quagliarella - numero unico a cura
dell'Amm. Comunale - distrib. gratuita |
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