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Vasto,
la tua città di Filippo Marino - by scaricagratis - Dicembre 2010 - da You Tube |
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“Antico
Municipio de' Romani, ove apersi le luci ai rai del giorno, tu che ornando la spiaggia dei Frentani, hai l'Adria a fronte e lieti colli intorno,... (Gabriele Rossetti) |
| 1563. Luglio a Vasto - Il primo sonetto dedicato a Vasto di Annibale Briganti |
| “Vasto città di grazia, fiore della mia terra”, Gabriele D'Annunzio |
| Cap
e sigla provincia: 66054 CH; Altitudine: 143 m. s.l.m.; Superficie: 70,63 Kmq; Abitanti: n. 40.741 alla data del 3o/11/2011 - 20.866 femmine - 19.875 uomimi; Telefono Comune: 0873/3091; Denominazione abitanti: vastesi, localmente vastaroli, uaštarúli. |
| Il
verso iniziale del canto poetico che Gabriele Rossetti
(1783-1854) dedicò alla sua città natale
richiama la sua storia millenaria. Una storia che sconfinando addirittura
nella leggenda la vuole fondata dal greco Diomede, uno dei mitici eroi
dell'Iliade di Omero, di ritorno dalla guerra di Troia, ma che, in realtà,
ha inizio con l'arrivo dei Frentani, una popolazione italica di stirpe
sannitica dedita soprattutto al commercio della lana. La prima popolazione che abitò Vasto fù costituita, secondo la leggenda, da tribù provenienti dalla Dalmazia. Il primo nome, Histon, venne dato a Vasto da Diomede, re d'Etolia, il quale dopo l'assedio di Troia che vinse con arte ed astuzia mirabili, (intorno al 1200 a. C.), tornò in patria, adoperando come zavorra della sua nave le pietre delle mura troiane ma al suo ritorno, però, scoprì l'adulterio della moglie Egialea e fuggì con la sua flotta in Occidente. Sbarca nell'italia meridionale, fondando diverse città tra le quali Histon (nome scelto in ricordo del monte Histone di Corfù), arrivando sul posto alla guida degli Illari. Verso il V secolo a.C. il sito fù occupato dai Frentani che potenziarono il primitivo approdo di Punta Penna. Le tante iscrizioni osche e i recenti rinvenimenti di anfore nel golfo di Vasto, testimoniano l'esistenza di traffici marittimi, nonchè la grande importanza della città nel territorio frentano. Dopo la guerra sociale (91-88 a C.) Histon divenne Histonium e fù elevata alla dignità di Municipio Romano e durante l'età imperiale acquisì potenza e prestigio (Histonium, dal greco Iston che vuol dire tela di lana ed istoniesi furono detti i suoi primi abitanti). Nello stemma cittadino compare, infatti, la scritta: |
VASTUM
OLIM HISTONIUM ROMANUM MUNICIPIUM (Vasto l'antica Histonium Municipio Romano) |
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Alleata di Roma, Histonium ne condivise gli eventi divenendo una delle
città più fiorenti della costa adriatica con il privilegio
della cittadinanza romana e della podestà di imporre tributi. La città venne fortificata da Teodorico ed aggregata al ducato longobardo di Benevento come "gastaldato" (cioè residenza del Gastaldo amministratore della giustizia), per cui prese nome "Guasto" (da cui derivò Vasto). Venne distrutta nell'802 dai Franchi di Pipino il Breve guidati da Gastaldo Aymone duca di Dordona nella guerra contro Grimoaldo, duca di Benevento, e parte del territorio venne dato al Gastaldo, e si chiamò, quindi "Guasto d'Aymone"; un'altra parte della terra venne data ad un Gisone, da cui Guasto Gisone (nella parte meridionale). Saraceni ed Ungari devastarono la terra di Vasto nel X e XII secolo rovinandone gli edifici e saccheggiandola, fino a che, la città divenne possedimento dell'Abbazia di San Giovanni in Venere nel 1041 fino al 1271. Nel 1177 Papa Alessandro III, muovendo da Siponto alla volta di Venezia per trattare la pace con Federico Barbarossa, costretto da una tempesta, sbarcò a Vasto e vi si fermò per un mese fino ai giorno delle Ceneri. Anche i Crociati nel 1194, transitando per Vasto per imbarcarsi per la Terrasanta, la saccheggiarono; egual sorte la città ebbe nel 1240 ad opera dei Veneziani. Guasto Aymone passò in feudo a Guglielmo di Scillata nel 1273; poi fà possesso di altri feudatari fino a che Giovanna I regina, lo trasferì a Luigi di Taranto, togliendolo alla sorella Maria D'Aragona, moglie di Carlo di Durazzo. Alla di lei morte nel 1366 divenne terra demaniale. Fu nel 1385 che i gastaldati, per disposizione del re di Napoli di Carlo III di Durazzo, vennero riuniti Guasto Gisone con Guasto d'Aymone. Con la caduta dell'impero e la invasione dei barbari la città divenne sede di guastaldato. Guasto fu feudo dapprima dei Caldora, quindi dei Guevara ed infine dei d'Avalos (nobile famiglia di origine spagnola) che la tennero ininterrotamente dal 1496 al 1798. I D'Avalos vi trasferirono il fasto della corte iberica e innalzarono uno splendido palazzo: Il Palazzo D'Avalos; la città per la sua bellezza fù chiamata "Atene degli Abruzzi" Della terra del Vasto si impadronirono, a cominciare dal 1422 i capitani di ventura Caldora per passare, nel 1444, ai Guevara e poi ai d'Avalos nel 1460; il feudo venne preso rispettivamente e nuovamente dai Caldora e dai Guevara e perduto nel 1485 dopo la ribellione al sovrano, fino a che venne infeudato nel 1496 a Roderigo d'Avalos, la cui famiglia, con il titolo marchionale del Vasto, la tenne fino al 1798. Ai Caldora si devono, tra l'altro, il Castello Caldoresco e la Torre di Bassano. Gli avvenimenti conseguenti alla rivoluzione francese del 1789, i moti del 1799 e l'instaurazione della monarchia napoleonica di Gioacchino Murat che abolì le leggi feudali, ebbero un notevole influsso sulla vita della città, che fu uno dei centri abruzzesi più attivi nella lotta per l'indipendenza e l'unità d'italia a cui tributò un notevole contributo. Tra le tante curiosità storiche, va ricordato che, per prima in Abruzzo, il 4 settembre 1860, si dichiara per Garibaldi e Vittorio Emanuele nel lungo e complesso processo che porta all'unificazione della penisola. La città conserva ancora evidenti le vestigia del tessuto urbano romano a trama viaria ortogonale nella parte nord, inglobate dalla cinta muraria medioevale di cui resta la porta (santa Maria) ed un torrione cilindrico (di Bassano). La città romana vantava il campidoglio, le terme e numerosi templi oltre ad un anfiteatro (celato sotto piazza Rossetti). La frana del 1956 ha cancellato le numerose tracce di antichità esistenti nella parte orientale. Vasto fu la prima città d'Abruzzo che, il 4 settembre 1860, dichiarò decaduto il Regno Borbonico innalzando il Tricolore di Garibaldi e di Vittorio Emanuele. Vasto conserva vari ed importanti monumenti medioevali e qualche residuo della cinta di mura turrite; dell'epoca romana non resta che la tradizione dell'esistenza di sontuosi templi e qualche lapide che ne ricorda il passato splendore. |
| Vasto,
insieme con il Cairo ed il Pireo vuole, innanzi a sé, l'articolo
maschile. Tra i personaggi illustri cui la città del Vasto diede i natali si ricordano: • Lucio Valerio Pudente, incoronato poeta in Campidoglio dall'imperatore romano Traiano, dopo aver gareggiato, a soli tredici anni, nel 106 d.C, nella poesia latina, durante i Giochi Capitolini che si svolgevano a Roma; ricoprì in seguito la carica di curatore delle rendite pubbliche durante l'impero di Antonino Pio. • Gabriele Rossetti, il "Tirteo d'Italia", poeta ispirato, fecondo, patriota irriducibile che, con i suoi versi, infiammò il Risorgimento napoletano; fù condannato a morte e fuggì esule a Londra, dove non cessò mai di dar lustro all'Italia e di cantare la lontana, amata patria vastese. |
| L'attuale
città sorge su precedente insediamento romano, come testimoniano
le rovine dell’anfiteatro, le cisterne e i tratti di muratura nella
zona investita da una frana nel 1956 e ora sistemata a passeggiata archeologica
e ambientale con l’incomparabile spettacolo della marina vastese
inghirlandata da miriadi di luci. La costa vastese è caratteristica per spiaggette ed anfratti contornati da scogliere. Oggi, Vasto è una città moderna, tra le più popolose ed industriose della provincia di Chieti e della regione Abruzzo che guarda al futuro con |
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fiducia e con nuove
e più che legittime ambizioni. È anche Meta
Turistica ed inserita
negli itinerari del Turismo
Religioso. Le altre province dell'Abruzzo sono: L'Aquila (capoluogo di regione), Pescara e Teramo. |
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notizie su Vasto |
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