Ricette
 
Piatto Unico con carne
Lumache con la mentuccia al sugo
(Ciammajjëche nghe la mendîcce)
Gli orti di Vasto, almeno una volta, erano
ricchi di lumache.
D’estate “li cuculîne” e “li ciammajjëche
bienche
” si nascondevano nei cespugli, si attaccavano dentro i mucchi di canne o luoghi oscuri non esposti al sole. Mentre “li
taragnéle
” (le monachine) si nascondevano
sotto terra.  Erano tutte in letargo. 
La “Raccolta”. A settembre durante la zappatura gli ortolani trovavano “li taragnéle” (monachine) in mezzo alle zolle e le mettevano da parte. Mentre le altre lumache, alle prime

piogge, con il fresco, si svegliavano e venivano fuori dai cespugli. Era il momento di raccoglierle. Tanto che a Vasto alla prima pioggia di settembre si dice: “Ha piuvìte, si po’ ij a cchiappá li ciammajjëche!”
Oggi chi non ha un campo, può cercarle lungo le siepi delle strade, qualcosa trova. Nella raccolta deve stare attento al luogo e soprattutto al materiale su cui erano attaccate le lumache durante l’estate. Per esempio, non raccogliere assolutamente quelle che erano attaccate a recipienti arrugginiti!
La “Cura”. Una volta raccolte,  le lumache si mettono dentro un cesto, una rete o un recipiente con buchi, al buio e si fanno “spurgare” per almeno una settimana, due meglio. Non mangiando, eliminano tutto quello che hanno nell’intestino. 
La “Schiumatura”. Per eliminare la bava, mettere le lumache vive in una vaschetta, aggiungere sale, cipolla e un po’ di aceto e cominciare a girare. Quando la schiuma diventa consistente, lavare con acqua fredda e fare un secondo passaggio, seguito da un abbondante risciacquo. Lasciarle riposare per qualche minuto in acqua dolce.
La “Lessatura”. In una capiente pentola portare ad ebollizione l’acqua, mettere le lumache e lessarle per 10 minuti. E’ importante calare le lumache quando l’acqua bolle. Scolarle e passare alla fare di cottura, subito o il giorno dopo. 
La “Cottura”. Versare in una teglia abbondante olio e cipolla far indorare per un minuto, aggiungere le lumache lessate intere con il guscio e far soffriggere lentamente per 10 minuti. Aggiungere pomodoro fresco o pelati (peso uguale alle lumache), un bel peperone verde, un battuto (al mortaio di una volta) di mentuccia (jusubbìrde) e spicchio di aglio. Un po' di peperoncino non guasta. Coprire bene, aggiungere un "goccio" di acqua se necessario  e cuocere per almeno 30 minuti. 
Un delizioso profumo si espanderà per tutto l'ambiente!
“Servizio a tavola”: stuzzicadenti per cavare le lumache dal guscio, pane fresco locale da inzuppare nel gustosissimo sughetto, vino rosato o montepulciano.

Ricetta usata dai D'adamo, alla Fonte Nuova di Vasto. Ognuno comunque può avere una propria variante.
.....................................stralcio da art., a firma Nicola D'Adamo, apparso nel blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 8 gennaio 2018

Lumache con la mentuccia al sugo
(Ciammajjëche nghe la mendîcce)
Ingredienti:
lumache;
aglio, foglie di mentuccia, peperoncino
..piccante;
filetti di pomodoro, sale;
olio extravergine di oliva;
Preparazione e cottura:
Lasciare che le lumache, le ciammajiche, spurghino per almeno due giorni e quindi lavarle ripetutamente in acqua corrente. Ultimata questa operazione
metterle in un tegame d'acqua bollente allo scopo di farle uscire dal guscio.
A parte, soffriggere uno spicchio d'aglio, aggiungendo foglie di mentuccia, sale, peperoncino piccante. Versare infine filetti di pomodoro e cuocere per
circa mezz'ora.
A questo punto introdurre le lumache lasciando tutto sul fuoco per un'altra mezz'ora.
Si raccomandano nella scelta delle lumache,
quelle cosiddette taragnùle, più piccole ma più saporite.

da "Lunarie de lu Uašte" - 2005
Fagioli e cotiche
Ingredienti:
300 g di cotiche o cotenne;
300 g di fagioli secchi;
1/2 bicchiere di olio extravergine d'oliva, sale,
...pepe;
prezzemolo, sedano, pomodoro, cipolla.
Preparazione e cottura: 
Tenere a bagno i fagioli per una notte.
Raschiare bene le cotiche (cotenne di maiale), passarle nella fiamma per togliere i peli, lavarle più volte in acqua calda.
Scolare i fagioli, metterli in una pentola di terracotta
con le cotiche, il prezzemolo, il sedano, Ìl pomodoro, l'olio e ricoprire d'acqua.
Aggiungere del sale e far bollire lentamente, tenendo pronta l'acqua sempre bollente per integrare la pentola. In un tegame far rosolare nell'olio un po' di cipolla triturata, aggiungere il pomodoro, salare, pepare e far bollire per una decina di minuti; quando le cotiche saranno diventate tenere, toglierle dalla pentola, ritagliarle a quadratucci con forbici e metterle nel sughetto già pronto, assieme ai fagioli scolati precedentemente.

da "Lunarie de lu Uaste"- ed. 2003
Peperoni ripieni
Ingredienti:
peperoni verdi;
carne macinata di vitello;
pane grattugiato, uova,parmigiano;
 olio extravergine d' oliva;
prezzemolo, origano, sale, pepe nero.
Preparazione e cottura:
Lavare ed asciugare i peperoni, scelti della qualità allungata chiamata a Vasto a còrne de cràpe, avendo cura di togliere il peduncolo, le costolature interne
ed i semi.
Preparare un impasto a base di carne macinata, uova, pan grattato, prezzemolo tritato, origano, sale e pepe con un po' di parmigiano.
Riempire i peperoni con questo impasto, sistemarli in una pirofila, aggiungere olio e
lasciar cuocere per un'ora circa.

dal "Lunarie de lu Uaste"- ed. 2011
Pulènde a la spianatàure
Ingredienti:
Dose per 4 persone
600 g di farina di mais;
150 g di lardo di maiale;
600 g di costine di maiale;
200 g di ventresca magra;
400 g di salsicce;
1 grossa patata;
1 cipolla, sedano, carota, semi di finocchio;
pomodori spezzettati, olio extravergine d'oliva,
...sale;
pecorino nostrano.
Preparazione e cottura: 3 ore e 30 min. + 2 ore e 45 min.
Per la cottura della polenta occorre, innanzitutto, il classico paiolo in rame.
A bollore raggiunto dall'acqua già un poco salata, iniziare a pugno chiuso la sfarinatura dentro il caldaio e accompagnando, senza interruzione, la rimestatura tramite un grosso cucchiaio di legno: la farina sarà di grano turco scelto, possibilmente quella con il marchio "Bramata".
L'operazione - a differenza di quanto accade per la polenta verace - prevede una lieve variante; far prima bollire cioè, nell'acqua del caldaio, una grossa patata pelata prima di cominciare a versare farina gialla! Portata avanti diligentemente e senza interruzione la rimestatura, con movimento ritmico e circolare del cucchiaione - per poco meno di un'ora -, si avvertirà la cottura perfetta attraverso il fatto che l'impasto tenderà a staccarsi compatto dal paiolo!
Scodellarla, quindi, sulla spianatoia condendola con il ricco ragù di maiale e salsicce, preparato a parte.
In un tegame di coccio, infatti, avrete fatto rosolare per bene la cipolla in olio, assieme alla salsiccia, alle costine e alla ventresca tagliuzzata di grosso, quindi vi avrete versato sopra - aggiustando opportunamente di sale - i pomodori spezzettati, la costola di sedano, la carota a tranci regolari e i semi di fìnocchio, continuando con la cottura ancora per un paio d'ore e più.
La spolverata finale di pecorino, grattugiato al momento, conclude le oprazioni.
Il consumo della polenta dev'essere effettuato
"a caldo", con i commensali attorno alla spianatoia, in patriarcale convivio.
da "Vasto domani"- genn. 2012, a cura di Pino Jubatti