Monografie di Alimenti: Il Peperoncino (Piccante)
 
Chiamatelo come vi pare (Diavoletto, Diavolicchio, Piccantello, Amaro, Lazzaretto) e mangiatelo come più vi aggrada: fresco, tritato ed essiccato o fritto e conservato nell'olio di frittura.
Vi piacerà e vi farà bene. Capirete perchè ci sono in giro tanti entusiasti delle virtù
di questo piccantissimo ma benefico vegetale.
E' un ortaggio della famiglia delle solanacee. Si produce in tutta la provincia di Chieti.

C' è chi ne vanta soprattutto le (presunte?) virtù afrodisiache, ma il Peperoncino Piccante ha tante qualità che ci sembra superfluo promuoverlo solleticando legittime ma privatissime attese.
Il peperoncino ha notevoli effetti benefici sull'apparato digestivo e su molte altre funzioni organiche, grazie alla presenza di notevoli quantità di vitamine (A, B e soprattutto C), PP, K2. In più,
il Peperoncino Piccante contiene potassio, rame ed altri indispensabili minerali.
La Capsicina, un alcaloide, gli da il suo caratteristico sapore piacevolmente acre e piccante.
Nel mondo rurale (ma non solo) della nostra provincia era diffusissima consuetudine mangiarne in grande quantità e in diversi momenti della giornata, non solo per insaporire le modeste pietanze d'un tempo, e non tanto per stimolare l'appetito (non ce n'era bisogno) ma soprattutto per trarne energia e attuttire ("stordire lo stomaco" si diceva) gli stimoli della fame.
Il Peperoncino Piccante trova ampio uso nella preparazione di salumi (la Ventricina Vastese, ad esempio, ma anche salsicce ed altre tipologie di insaccati) e di formaggi.
E veniamo al quesito che sta a cuore a molti: è afrodisiaco o no?
Sì. Provare per credere.
stralcio dal libro "Prodotti trad. e tipici della Prov. di Chieti"-anno 2004-a cura dell'assessorato alle Attività prod.

Peperoncino: Fuoco e Sapore
Piccole, a ciliegia, a corna di toro, a cuore di bue, gialle verdi o rosse, tutte le varietà di
peperoncino hanno in comune la virtù di accendere il gusto anche della pietanza più semplice
.

Il peperone è una pianta erbacea annua (nei paesi caldi si comporta però anche da perenne) appartenente alla famiglia delle solanacee e al genere Capsicum.
Originario dell'America meridionale, la sua introduzione in Europa risale alla prima metà del XVI secolo, dopo la scoperta dell'America.
Come spesso accade in sistematica, non vi è accordo sul numero di specie da ascrivere al genere Capsicum: alcuni autori ne riconoscono una ventina, altri ritengono che i peperoni coltivati siano da ricondurre a due sole specie: Capsicum annuum e Capsicum frutescens, la prima di gran lunga più importante perché ad essa appartengono praticamente tutte le varietà che interessano la nostra orticoltura.
Tra le varietà più note di peperoni dolci, vi sono quelle "quadrate" molto carnose e di colore rosso, giallo o giallo-verdastro, quelle a "corno di toro" o "di Spagna", quelle "a cuore di bue".
I peperoncini piccanti sono caratterizzati dalle minori dimensioni e dal sapore particolarmente bruciante, dovuto alla presenza di un alcaloide, la capsicina.
Tra le numerose varietà citiamo la "cerasella" dalla tipica forma a ciliegia (varietà cerasiforme), coltivata soprattutto nelle regioni meridionali; il "peperoncino di Cajenna", a frutto conico allungato (secondo alcuni derivante da Capsicum frutescens); il "cardinal" e il "rosso lungo ordinario", a frutti molto allungati e sottili (derivanti dalla varietà longum).
I più noti e maggiormente coltivati, anche nella nostra regione, sono quelli a frutto allungato, di cui sono disponibili presso i vivaisti varie forme standard e ibride.
L'uso del peproncino piccante come condimantario si è andando nel tempo sempre più diffondendo sia per il particolare gusto che conferisce ad alimenti poco sapidi, sia perché, a differenza di altri condimenti, non subisce una diminuzione della sua forza con la cottura e non rende l'alito pesante (come l'aglio, ad esempio).
Il suo principio attivo, la capsicina, possiede inoltre preziose proprietà farmacologiche, in quanto attiva e regolarizza la circolazione periferica del sangue e fa aumentare la secrezione degli enzimi digestivi (è quindi un buon aperitivo e digestivo) e del muco protettivo gastrico; a tale proposito, è stato dimostrato che il peperoncino, a dosi moderate, è coadiuvante nella cura delle ulcere gastriche e duodenali, e perfino in quella delle emorroidi!
Infine, esso ha un elevato contenuto in vitamina C: poco più di 10 grammi di frutto fresco coprono il fabbisogno giornaliero di un uomo.
Diverse forme e varietà a frutti gialli o rossi, piccoli, sferici, conici o allungati, lisci e con peduncoli eretti, possiedono poi notevole valore ornamentale.
Circa l'etimologia del nome generico Capsicum, secondo alcu ni deriverebbe dal greco kapto (pungere, mordere), per il sapore pungente delle varietà piccanti, secondo altri deriverebbe da capsa (scatola), con riferimento alla forma dei frutti.

art., a firma Gianfranco Pirone, apparso sulla rivista trimestrale "D'Abruzzo" - Ortona Ch - anno VII - n. 26 - estate 1994

Salute:
il Peperoncino contro il tumore prostata
Le cellule malate indotte al suicidio dalla capsaicina. Ecco un rimedio 'piccante' contro il principale tumore maschile: l'estratto di peperoncino è efficace contro il cancro alla prostata.
Secondo uno studio sui topi, infatti, ricercatori dell'università di Los Angeles diretti da Soren Lehmann hanno dimostrato che l' 80% delle cellule malate è indotto al suicidio dalla capsaicina, la molecola che dona il gusto piccante alla spezia.
I risultati di questo studio sono stati resi noti sulla rivista Cancer Research.
art. apparso, a firma P.Z., su "Qui Quotidiano", giornale d'info. del vastese, in distrib. gratuita - n. 52 del 17 marzo' 06

da "Lunarie de lu Uaste" - edizione 2008