Comunità Montana Medio Vastese
Comune di Liscia: Personaggi
Franco Lalli
Giornalista, poeta e scrittore italo americano
(Liscia, 22 dicembre 1898 - New York, novembre 1955)
Franco Lalli, nativo di Liscia (1898), è stato un esponente della terra d'Abruzzo che seppe onorare, con la sua personalità e con la sua opera, scaturita da multiforme ingegno, il sentimento dell'italianità e della cultura classica in terra straniera.
Scrittore di formazione classica, poeta di dedicata ispirazione, giornalista attento, acuto ed informato, elegante nello stile, anche brillante umorista.

Giovanissimo si trasferì in America per intraprendere una intensa attività giornalistica, tanto da conquistarsi fama e notorietà, perché era apprezzata la
sua onestà e la sua bontà di animo. 

Fece parte della Redazione del "Carroccio" di Agostino De Biasi e successivamente del "Corriere d'America".
Nel 1925 era direttore del settimanale "La Gerla" dei fratelli tipografi Cocce. Due anni dopo fondò il periodico "Maschere" e l'anno successivo "Vita". 
Nel 1934 fece parte del corpo redazionale de "L'Americolo" di Fiorello La Guardia (all’epoca sindaco di New York) e poi de "La Settimana". 
Negli anni successivi, dopo essersi trasferito a Providence, divenne direttore de "l'Eco" e poi di "Panorama" e nel 1942, ritornato a New York, entrò a far parte del periodico "Divagando" fino al 1952, e, quindi, passò in Televisione nei programmi La Rosa. 
Alle riviste e ai giornali, come direttore e collaboratore, seppe dare l'acutezza del suo ingegno e la innata passionale vocazione per il giornalismo attivo, fatto di slancio e dedicazione fino allo spasimo di chi è cosciente di saper operare in funzione di una missione formatrice delle coscienze volta alla elevazione della cultura e della promozione umana. 
Ma Franco Lalli fu anche uno scrittore di ampia letteratura e di eleganza stilistica, legati agli schemi del classicismo. 
Scrisse "La Fontana nascosta" (Vita di San Francesco), "Madre Cabrini" la prima Santa d'America; "Lucciole" (Fireflies raccolta di liriche in lingua inglese); "La strada della gioia" in collaborazione con Navazio. 
Nell'aprile 1955 pubblicò il primo numero de "II Milione", una elegante rassegna di avvenimenti dell'epoca, che, però, dovette cessare per la sua improvvisa morte, avvenuta a novembre dì quell'anno.

"Amò tenacemente l'Italia, più nei giorni di sventura che nei giorni di gloria. Venerò Roma, sede della religione di Cristo, centro d'incomparabili bellezze artistiche e memorie storiche. Roma, che ritenne sempre quale fonte dei più alti ideali umani, quale unica ispiratrice di fratellanza universale”, così scriveva Vittorio De Fiori nel numero di novembre 1955 di Italo-American- Monthly Bilingual Review - New York. “Franco Lalli è passato come una meteora che segna una traiettoria luminosa nel firmamento delle lettere e sparisce. Ma egli lascia una traccia inconfondibile: la sua bella opera di prosa e di poesia, e con essa il ricordo del collega perennemente affabile, con quel profilo dantesco e sorriso mefistofelico, un po' scettico e un po' bonario indulgente sempre". 

Di Franco Lalli la Casa Editrice Vallecchi di Firenze ha stampato uno dei suoi ultimi volumi: "L'immortale canaglia",  mentre una editrice milanese ha pubblicato "L'albero di pesco", una raccolta di nuove poesie, ed uno studio su New York.

Una breve ma intensa esistenza vissuta e dedicata all'arte e alla cultura, con sentimento di nobiltà, di naturale trasporto per l'esaltazione del gusto per il bello, per l'estetica, all'insegna dell'amore patrio di chi che prova il nostalgico sogno di sublimi effetti, resi più spasimanti dalla lontananza. Mirabile esempio per le nostre generazioni per considerare quanto memorabile sia stata l'esistenza di Franco Lalli perché se ne potesse mettere da parte l'impronta dell'uomo partecipe della nostra civiltà.

La Città di Chieti al suo nome ha intitolato una strada nella seduta dell'8 ottobre 1979, quella che da Piazza Pio X conduce a via Campobasso.
E' auspicabile che la città di Liscia, terra natale di Franco Lalli, voglia dedicare una via a questo esponente dell'antica e nobile famiglia che tanto decoro e prestigio ha arrecato all'Abruzzo e all'Italia in terra straniera.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso nel blog "www.noivastesi.blogspot.com" - 26 maggio 2017

Una strada a Liscia per Franco Lalli
La Città di Liscia ha avuto tra i suoi cittadini, un uomo di grande cultura che, pur nella sua breve esistenza, ha saputo onorare la sua terra natale.
È Franco Lalli che è nato a Liscia il 22 dicembre 1898 dall'avvocato Nicola Maria Giuseppe Antonio
e dalla N.D. Concetta Leopoldina Tredicine.
Giovanissimo si trasferì in America e si affermò subito come giornalista attento e profondo
saggista, poeta e scrittore, conquistandosi fama e notorietà. Di questo giornalista per vocazione i cui scritti erano sempre improntati alla elevazione della cultura e della promozione della dignità umana, resta una documentata pubblicazione di numerosi volumi.
La città di Chieti, molti anni fa deliberò di intitolare al nome di Franco Lalli una strada a memoria di tanto personaggio.
Il 23 marzo 1998, la prof. Lalli Alba Maria Catania, nipote di Franco Lalli, fece istanza all'amministrazione comunale di Liscia per intitolare una strada a suo zio.
Nella seduta del 27 giugno 1998 il Consiglio Comunale presieduto dal Sindaco Domenico Nicolino Masciantonio, ritenendo di essere orgoglioso di annoverare tra i suoi cittadini un uomo che con le sue opere ha contribuito alla missione formatrice delle coscienze, deliberava di approvare
l'iniziativa e individuare una piazza da intitolare a Franco Lalli.
A tutt'oggi non risulta che un tale deliberato abbia avuto esecuzione, per cui i familiari del
giornalista attendono fiduciosi di vedere inclusa, nella toponomastica di Liscia, la intestazione di
una strada a Franco Lalli.
stralcio da art., a firma Giuseppe Catania, apparso su "Il Vastese", mensile d'info. del territorio - n. 2 - febbraio 2009