Città limitrofa di Vasto
San Salvo: Personaggi
Evaristo Sparvieri
(S. Salvo, 1921 - S. Salvo, 2010)
educatore esemplare, poeta, letterato,
politico, musicista di elevata sensibilità
 
Evaristo Sparvieri, maestro di valori
Un perfetto galantuomo d'altri tempi, educatore esemplare, poeta, letterato, musicista di elevata sensibilità, uomo politico, saggio amministratore (è stato sindaco di San Salvo: qui ritratto insieme al defunto on. Vitale Artese). Questo l'usbergo che ha distinto la vita di Evaristo Sparvieri, scomparso recentemente: di lui abbiamo retaggio
di insegnamenti morali e intellettuali, votati alla esaltazione delle tradizioni popolari e del dialetto nelle sue peculiari caratteristiche
della originale parlatura sansalvese.
La sua esistenza ha tracciato un solco profondo nella vita pubblica:
della Città adriatica, di cui ha saputo valorizzare i tanti inediti storici, culturali, artistici, di cui lascia traccia indelebile negli annali pubblici e oggi dai suoi insegnamenti il figlio Fernando prosegue con fedele
slancio altruistico.
Alle esequie svoltesi con larga partecipazione di gente, il poeta Leone Balduzzi ha pronunciato queste toccanti espressioni:

"Carissimo Evaristo, il Tuo ritorno al Padre Celeste ha creato una voragine fra noi.
La tua magnanimità, umiltà e la tua bontà d'animo: un esempio per tutti noi!
Con te scompare il Grande Maestro di vita e un pezzo di storia di San Salvo
che rimarranno sempre impressi nei nostri cuori! Caro Evaristo, illuminato
dal manto della Vergine Maria, dal Cielo guardaci, guardaci ancora!".

stralcio da articolo apparso sul mensile "il Giornale del Vastese" periodico d'info. del Territorio - n. 4 - gennaio 2011

Il maestro di un’epoca
Evaristo Sparvieri 
Era stato a capo dell’Amministrazione comunale nei primi anni settanta, dopo essere stato vice sindaco ed amministratore nel corso del decennio precedente.
Nel 1963 era toccato al suo predecessore Vitale Artese indossare la fascia tricolore per ricevere il presidente del consiglio dei ministri Aldo Moro, venuto a posare la prima pietra della Siv.
Otto anni dopo toccò proprio a lui, in veste di sindaco, ricevere Umberto Agnelli, per la firma della convenzione per l’insediamento della Magneti Marelli.
Aveva fatto parte, quindi, di quella generazione di amministratori ed uomini pubblici cattolici, che avevano puntato sull’industrializzazione, la cui compiuta realizzazione fece uscire il piccolo borgo contadino dalla secolare arretratezza.
Aveva un carattere franco e diretto, che lo avrebbe portato a non accettare le mediazioni della politica, da cui uscì, abbandonando in modo repentino la carica di sindaco.
Dal ’72, senza più incarichi pubblici, da maestro elementare in pensione ed artista eclettico, si dedicò molto alla scrittura, alla poesia ed alla musica, lasciando alla città vari componimenti musicali.
Tra i canti più noti, il nuovo Sant’Antonio, che aveva rielaborato con il figlio Fernando, musicista ed autore.
Il sedici gennaio di ogni anno, allorquando i cantori d’ogni età intoneranno le note di “Sant’Antonio che con la barba lunga andava vestito da cappuccino” verrà da pensare ad Evaristo che col dono delle creatività e giovialità poetica aveva saputo rappresentare un’epoca, dopo aver rappresentato il paesello che diventava città. Nella cui memoria il maestro resterà come l’amico di tanti.
stralcio da art. a firma, Orazio Di Stefano, apparso su "Qui quotidiano" d'info. del Vastese del 6 nov. 2010